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		<title>ROMA 2013, in viaggio responsabilmente</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 10:07:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel municipio]]></category>
		<category><![CDATA[nel quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[(12.05.2012, di Enrico Pasini) Partire dal proprio quartiere non è scelta di ripiego ma per analogia con altre situazioni presenti su Roma è  - al contrario &#8211; un punto di forza per affermare scelte solidali nella città, città da considerare BENE COMUNE. 1      Viaggi, miraggi e concretezza Se volessimo tracciare un ideale itinerario tra le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(12.05.2012, di Enrico Pasini)</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2235" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2235"><img class="alignleft size-medium wp-image-2235" title="municipioXV" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/05/municipioXV-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p><strong> </strong>Partire dal proprio quartiere non è scelta di ripiego<br />
ma per analogia con altre situazioni presenti su Roma<br />
è  - al contrario &#8211; un <strong>punto di forza per affermare<br />
scelte solidali nella città, città da considerare<br />
BENE COMUNE</strong>.</p>
<h2>1      Viaggi, miraggi e concretezza</h2>
<p>Se volessimo tracciare un ideale itinerario tra le città italiane che ci porti alle amministrative del 2013 a Roma e nei Municipi avremmo lezioni da apprendere, esempi da coltivare, sconfitte da non ripetere, successi che fanno ben sperare.</p>
<p>E allora come in quella bella canzone di De Gregori potremmo trovarci a cantare insieme ai milioni di cittadini che hanno già percorso questo cammino:</p>
<p><em>Quando domani ci accorgeremo Che non ritorna mai più niente Ma finalmente accetteremo il fatto come una vittoria<br />
Perciò partiamo partiamo che il tempo è tutto da bere E non guardiamo in faccia a nessuno Che nessuno ci guarderà<br />
Beviamo tutto, sentiamo il gusto del fondo dal bicchiere E partiamo partiamo, non vedi che siamo partiti già?</em></p>
<h2>2      Quale lezione, quale esempio</h2>
<p>Partiti già? Partiti e rappresentanza, partiti e società e cittadini.</p>
<p>Questo dovrebbe essere un circuito virtuoso. Ma  a volte il circuito non si innesca e  non  consente di raggiungere obiettivi comuni, condivisibili, aggreganti ed unificanti.</p>
<p>E questo succede quando <strong>la pretesa autosufficienza della politica</strong> la fa rinchiudere in sé stessa, sorda e cieca alle continue richieste – a volte estemporanee, a volte meditate e frutto di approfondito studio e confronto  – che  le vengono dalla società.</p>
<p>Succede <strong>quando non si esprime una linea coerente</strong>, quando la sclerosi – che si tramanda di <strong>filiera in filiera</strong> – blocca il ragionamento solare che dovrebbe far dire ad un amministratore “sono qui per amministrare il bene comune che mi è stato dato in prestito per qualche anno”.</p>
<p>Succede che il circuito virtuoso funziona, invece<strong>, quando si è in grado di ascoltare e dare risposte, praticabili, percorribili</strong>. E’ successo anche in queste ultime elezioni comunali  che hanno visto l’affermazione di amministratori consolidati e capaci, premiando il PD di governo locale, o l’affermarsi di idee capaci di aggregare così rovesciando consolidate amministrazioni leghiste e di destra, ed anche nel caso dell’affermazione – in alcune città – del Movimento 5 Stelle è successo quando si è magari avuta la sola percezione di un possibile ascolto.</p>
<h2>3      Politica e cittadinanza attiva</h2>
<p>Per chi crede nel <strong>ruolo attivo e propositivo della politica</strong> &#8211; della sua interazione con la società, nella sua capacità di orientare i settori produttivi, indicando nuove politiche di crescita &#8211;  il dovere è quello di confrontarsi al proprio interno, affrontare i percorsi che democraticamente ci si è dati, confrontarsi con i cittadini (organizzati o meno), <strong>non lasciarsi schiacciare dal falso mito del solo sviluppo urbanistico e proporre modelli di sviluppo che privilegino servizi e solidarietà, cultura e sociale.</strong></p>
<p>Ricordo con orgoglio e soddisfazione il confronto  che avemmo durante il nostro ultimo congresso di circolo (PD Marconi) e nella quale elaborammo le linee di sviluppo, di intervento, <strong>il contributo da portare in vista delle elezioni amministrative del 2013.</strong></p>
<p>E’ la piattaforma che fu alla base dell’elezione del gruppo dirigente del circolo e che in questi due anni abbiamo praticato (tutti?) coerentemente e con responsabilità, senza fare sconti a nessuno – comprese le amministrazioni “amiche”  &#8211; ma che ancora non ha portato pienamente a maturazione quanto seminato.</p>
<p>Ciò spesso è avvenuto per una “sufficienza” degli interlocutori cui ci rivolgiamo, altre per un completo ostracismo “naturale” della destra, altre volte – e bisogna essere sinceri con noi stessi – per una nostra  non costante e determinata pressione e coinvolgimento.</p>
<h2>4      Quale responsabilità assumerci insieme</h2>
<p>Ma in ogni caso le indicazioni che sono emerse da quel dibattito devono essere innanzitutto verificate e condivise con i cittadini (è vero lo facciamo quando con loro partecipiamo a battaglie comuni  o quando  portiamo su strada i nostri punti del programma). Indicazioni che poi devono essere recepite, elaborate, portate avanti (e verificate con i cittadini) <strong>da chi si intende candidare alle prossime elezioni</strong>.</p>
<p>Il grave errore che a Roma facemmo nel 2008, quello di procedere a <strong>designazioni dinastiche (Veltroni-&gt;Rutelli), non deve accadere</strong>. La via maestra è quella della selezione per merito, per idee, per confronto. Il metodo scelto da Zingaretti, assemblee nei municipi, è un buon viatico. E sulla base di questo dobbiamo affermare il principio di <strong>primarie estese ai Presidenti di Municipio e con una scelta oculata e discussa nei circoli – e con i cittadini &#8211;  per ogni candidatura in Comune/Municipio.</strong></p>
<p>E’ un impegno che chiedo agli altri, è un impegno che mi potrei assumere.</p>
<p>E’ per questo che reputo opportuno – a titolo di promemoria e di impegno reciproco – riproporre l’analisi e le linee di sviluppo contenute nella → <a href="https://sites.google.com/site/pdmarconi/congressi/congresso2010/2010-11-12-Contributo-congressuale-Boto.pdf">relazione al congresso</a> che portò all’elezione di Carla Boto come segretario e del Direttivo del circolo. Relazione pubblicata sin dal 2010, come segno di massima trasparenza e condivisione, e portata a conoscenza del partito e dei gruppi consiliari municipali e comunali.</p>
<p><strong>Ed è importante da questa relazione  estrarre il capitolo sul quartiere Marconi  che potete leggere qui di seguito. </strong>Partire dal proprio quartiere non è scelta di ripiego ma per analogia con altre situazioni presenti su Roma è  - al contrario &#8211; un <strong>punto di forza per affermare scelte solidali nella città, città da considerare BENE COMUNE</strong>. Tengo a precisare che l’estratto del documento risale al periodo settembre/ottobre 2010 quando non era ancora emersa la vicenda  del PUP Fermi, vicenda di cui esistono → <a href="http://pdmarconi.wordpress.com/quartiere/pup-fermi/">attente e documentate</a> prese di posizione del circolo nelle quali pienamente mi riconosco.</p>
<h2>Il circolo PD nel quartiere Marconi</h2>
<pre><em>(capitolo estratto dalla relazione sopra citata)</em></pre>
<p><em>Dalla  sua costituzione abbiamo cercato di dare un ruolo protagonista ed autodeterminato al nostro circolo.</em></p>
<p><em>Ci siamo posti come interlocutori critici e costruttivi dell’Amministrazione locale sia quella amica (Municipio e Provincia) sia, e a maggior ragione, quella rispetto alla quale siamo all’opposizione.</em></p>
<p><em>Inutile ricordare le distorsioni della nascita del nostro quartiere, figlio degli anni di edificazione selvaggia, ma fondamentale è operare per attenuarne le conseguenze a danno della salubrità dell’aria, della caoticità della viabilità, delle difficoltà di mobilità  sia dei residenti che dei cittadini che attraversano Marconi in transito tra centro e periferia.</em></p>
<p><em>Difficile porre riparo al <strong>“brutto” cementificato </strong>a partire dagli anni 50, ma è categorico <strong>abbellire e rendere vivibile il quartiere.</strong></em></p>
<p><em>Marconi ha avuto ed ha, attualmente in misura minore, delle “aree irrisolte” rimaste vergini da interventi di recupero ovvero di intensificazione edilizia (se vogliamo salvate dalla speculazione).</em></p>
<p><em>Nella tradizione dei partiti popolari che hanno operato a Marconi (sopra tutti i nostri predecessori del PCI- Porto fluviale) ha trovato cittadinanza l’idea e l’impegno per risarcire il quartiere per il “sacco” fatto al tempo, in zone di interesse storico-urbanistico (si pensi alla vasta testimonianza annoverabile alla categoria dell’ archeologia industriale).</em></p>
<p><em>Non sempre negli anni di amministrazione amica questo imperativo è stato guida dell’operato dei nostri amministratori. Non sto parlando di convivenze e cointeressenze con distruttori del verde (penso alla vasta area lasciata per  anni in abbandono tra l’ex-Miralanza e l’ansa del  Tevere che guarda il Gazometro), ma di una certa subordinazione ai costruttori che non ha garantito a Marconi quel risarcimento di cui aveva ed ha diritto.</em></p>
<p><em>Ritengo  che il PD, nel territorio, debba rifiutare il fatalistico per il quale gira l’idea che”… ormai c’è stato un piano di risanamento afferente al piano regolatore della giunta precedentemente amministrata dal centro sinistra e per questo sia da accettare passivamente&#8230;”</em></p>
<p><em>Il piano di risanamento Marconi-Ostiense bloccato da Alemanno, peraltro, che per ora ha visto realizzato solo costruzioni mentre il parco Papareschi (ormai ridotto ad un fazzoletto sulla planimetria dei progetti) è di là da venire, gli spazi a disposizione della popolazione, i servizi, le migliorie della viabilità (prolungamento 8 e fermata metro D) sono favole la cui concretizzazione è stata ritardata  per nostra responsabilità, risalente al tempo in cui eravamo al governo di Roma, per poi essere affidata all’immobilismo del centrodestra.</em></p>
<p><em>Anche qui abbiamo peccato e pagato la politica dei due tempi: gli “oneri concessori” pretesi dopo, malfatti, con opere malamente collaudate o mai onorati (vedi il passaggio ad uso pubblico dei locali ex-Campari di via Oderisi da Gubbio 13, ma destinato ad <strong>UrbanCenter </strong> in almeno due programmi elettorali del centrosinistra municipale e cittadino).</em></p>
<p><em>Quello che noi constatiamo è il sorgere di megacentri commerciali (Galleria Marconi, ex Molini Biondi) che, di fatto in un quartiere già patologicamente a vocazione commerciale (con negozi a cielo aperto) non si affermano e falliscono.</em></p>
<p><em>Ed in tutto questo osserviamo critici la miopia di aver dialogato o privilegiato quali destinatari di una politica di interventi più consistenti la categoria dei commercianti (spesso non residenti nel quartiere e –per ricorrere ad un po’ di piccolo cabotaggio demagogico- neppure elettori in municipio), piuttosto che quella dei residenti.</em></p>
<p><em>Alcuni casi concreti che si inquadrano nella lettura che ho appena esposto, per motivi di economia debbono essere solo sinteticamente menzionati, pur meritando di essere affrontati con un analisi approfondita:</em></p>
<ul>
<li><em>L’albergo <strong>H10 ed      il centro Congressi</strong> sono stati costruiti (il giardino di <strong>via Blaserna</strong> non mantenuto e      neppure realizzato ad opera d’arte – lo dice il tecnico del Municipio non      lo sostengo solo io con minor competenza- è arrivato con anni di ritardo      ed il Centro Congressi è inutilizzato (forse con buona pace della rinviata      e temuta congestione di automobili sul lungo Tevere Gasman , vista la      chiusura della carreggiata funzionale alla costruzione del ponte      ciclopedonale  che definirei “Araba      Fenice”;</em></li>
<li><em>Sulla <strong>zona Ex      Campari</strong> è stato costruito un complesso residenziale (ufficio e      abitazioni) e il commerciale che è già stato in agonia varie volte  (si sono susseguiti cambi di gestioni      commerciali) scontando, da un lato,       le difficoltà derivanti dall’assenza di parcheggi pubblici,      previsti nella delibera comunale iniziale tranne si pensi che si      intendesse fare riferimento ai box già venduti) e dall’altro, la      concorrenza del commerciale a cielo aperto e in bella mostra lungo la      dorsale principale del quartiere.</em></li>
<li><em>Il <strong>Ponte della      Scienza</strong> è ancora ai primordi ed è       bloccato da 2 anni  e del      Museo della Scienza, estremità ideale dell’omonimo ponte, non c’è traccia.</em></li>
<li><em>Il <strong>parco      Papareschi, </strong>al di là del pregevole insediamento del Teatro India, è      ancora spoglio ed abbandonato e la parte da realizzare con fontana,      percorsi e passeggiate risulta solo dalle proiezioni dei tecnici.</em></li>
<li><em> <strong>La realizzazione del ponte stradale      sul Tevere</strong> e del <strong>viadotto sulla      ferrovia Roma Lido</strong> non è più all’ordine del giorno.</em></li>
<li><em>Non è stata data attuazione al sistema della mobilità su      ferro (<strong>prolungamento del tram 8</strong> e <strong>realizzazione linea D della      metropolitana</strong>).</em></li>
<li><em> Della <strong>zona ex-API</strong> abbiamo aggiornato gli      iscritti in più occasioni. Lì si avrà un mix di edificazioni e servizi e      per questa ulteriore elevazione è previsto una concessione di 700 mq ad      uso pubblico  e 2.000.000,00 di euro      per la realizzazione di un asilo nido (che siano versati subito i soldi e      che i locali siano trasferiti in tempo da essere un effettivo risarcimento      sarà il compito che questo circolo deve assumersi).</em></li>
<li><em>Il <strong>mercato di via      Cardano</strong> posto in projet financing è quindi, di fatto, sottratto dalla      disponibilità di condivisione tra i cittadini di Marconi e Amministrazione      municipale; il degrado in cui  versa      ci impone una battaglia informativa e costruttiva insieme ai cittadini.</em></li>
<li><em>La <strong>petizione      AMA-differenziata</strong> , unitamente al dossier che stiamo redigendo ( che      raccoglie testimonianze, denunce, appelli e suggerimenti della      cittadinanza attiva) sarà consegnata a breve all’Azienda ed al Presidente      del Municipio, con il quale abbiamo concordato un intervento condiviso per      migliorare il servizio e venire incontro alle esigenze dei cittadini.</em></li>
<li><strong><em>Manutenzione.</em></strong><em> La manutenzione delle <strong>strade</strong>, dei <strong>marciapiedi</strong>,      dei piccoli fazzoletti di <strong>verde </strong>del      quartiere, la loro <strong>pulizia,</strong> rende più bello il quartiere, più vivile e anche più sicuro. Fare <strong>manutenzione è investimento e      risparmio </strong>(riparare il danno è sempre più dispendioso).</em></li>
<li><strong><em>Fruibilità pubblica dell’area      golenale</em></strong><em> e controllo al fine di evitare      che l’Ardis riservi arbitrariamente troppi spazi all’uso privato in      concessione. Questa area è un polmone per il nostro quartiere e va      mantenuta e resa fruibile.</em></li>
<li><em>Deve essere messa in sicurezza e restituita ai cittadini      <strong>Piazza della Radio</strong> ormai luogo      in cui è presente un insieme di illegalità, disagio sociale, condizioni      incivili che rendono quella zona una zona franca, quasi uno stato diverso,      per questo occorre partire subito nel coordinare le azioni e  le competenze degli operatori, dai      servizi sociali alle forze dell’ordine pubblico.</em></li>
</ul>
<h6><span style="color: #ff0000;">questo articolo <a href="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/05/elezioni2013.pdf" target="_blank">in pdf</a></span></h6>
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		<title>Quando la penna raccontava &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 14:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[(09.05.2012) Quando la penna raccontava &#8230; e faceva pensare, riflettere. Enzo Roggi è stato notista politico de l&#8217;Unità, ha scritto su Argomenti Umani, pungolando e stimolando il PD a trovare la sua anima di sinistra. Da qualche anno dirigeva una rivista online, Pontediferro, alla quale mi  lega un fraterno affetto. Oggi ci ha lasciato, dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(09.05.2012) Quando la penna raccontava &#8230; e faceva pensare, riflettere.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2224" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2224"><img class="alignleft size-medium wp-image-2224" style="margin: 5px;" title="EnzoRoggi-Unita" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/05/EnzoRoggi-Unita-228x300.png" alt="" width="228" height="300" /></a>Enzo Roggi è stato notista politico de l&#8217;Unità, ha scritto su Argomenti Umani, pungolando e stimolando il PD a trovare la sua anima di sinistra.</p>
<p>Da qualche anno dirigeva una rivista online, Pontediferro, alla quale mi  lega un fraterno affetto.</p>
<p>Oggi ci ha lasciato, dopo una devastante malattia.</p>
<p>Il circolo PD Marconi, per mezzo del suo segretario Carla Boto, lo ricorda sul <a href="http://pdmarconi.wordpress.com/2012/05/09/ci-ha-lasciato-enzo-roggi/">sito</a> con queste parole:</p>
<blockquote><p><em>Enzo Roggi, giornalista de l’Unità, direttore della rivista Online  Pontediferro, nostro amico e compagno ci ha lasciato oggi, dopo una  brutta malattia.<br />
Lo ricordiamo come notista politico acuto pungente e “toscanaccio ironico”.<br />
Protagonista nella storia del PCI, con i suoi articoli su l’Unità si schierò sempre a fianco del mondo del lavoro.<br />
A chi frequentava il nostro circolo il martedi sera sarà capitato di  udire le sue benevoli strigliate durante le riunioni della redazione di  Pontediferro.<br />
Il circolo PD Marconi che lo ricorderà sempre con affetto e per la sua  lucidità politica si stringe in un forte abbraccio alla sua compagna  Dina e a tutta la famiglia.</em></p></blockquote>
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		<title>Dicono che c&#8217;è &#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 21:30:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epas</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[marconi a colori]]></category>
		<category><![CDATA[nel quartiere]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[(28.04.12) Enrico Pasini Dicono che c’è l’antipolitica, ci vogliono convincere che impera l’antipolitica e vogliono gattopardescamente cambiare tutto per non cambiare nulla … Lo dicono, lo scrivono, lo sbandierano. Eppure per due giorni di seguito ho assistito a  vera politica, politica di strada, politica di ricerca culturale, dove erano mescolati insieme, differenti ma  con obiettivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>(28.04.12) Enrico Pasini</h5>
<p>Dicono che c’è l’antipolitica, ci vogliono convincere che impera l’antipolitica e vogliono gattopardescamente cambiare tutto per non cambiare nulla …</p>
<p>Lo dicono, lo scrivono, lo sbandierano.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2214" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2214"><img class="alignleft size-medium wp-image-2214" style="margin: 5px;" title="attestato-pasolini" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/04/attestato-pasolini-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Eppure per due giorni di seguito ho assistito a  vera politica, politica di strada, politica di ricerca culturale, dove erano mescolati insieme, differenti ma  con obiettivi comuni, cittadini e politica. Si è iniziato con la fiaccolata del comitato NO PUP Fermi (ma non parlerò di questo, ora) e si è finito con una recita teatrale su Pasolini. E’ successo. A Marconi.</p>
<p>Dicono che c’è l’antipolitica e che per batterla bisogna fare, bisogna fare sempre di più, sempre qualcosa di diverso, qualcos’altro. Sono i benaltristi, dicono … ma poi all’occorrenza non ci sono. Ti giri al tuo fianco, perché pensi che al tuo fianco li dovresti trovare. Ma non ci sono. Ti giri indietro e ti fermi per aspettarli e non arrivano.</p>
<p>Ed invece ti trovi un circolo zeppo di cittadini, e quando dico zeppo dico in piedi, sin fuori  al terrazzo.</p>
<p>A sentire, ad emozionarsi, a riflettere sull’attualità delle parole di Pasolini, sul significato di Resistenza.</p>
<p>E ti diranno … e vabbè ma erano i genitori dei ragazzi che recitavano.</p>
<p>E qui cogli già il primo storico ritardo: “ ragazzi che recitavano e genitori”, come mai se ne erano visti insieme. Un’occasione da cogliere e valorizzare, all’insegna  della apertura, di quello spirito di servizio che un vero partito popolare e riformista deve avere. In cui il partito  non è  il protagonista, il dominus ma è  un fornitore di servizi, di opportunità, un costruttore di partecipazione e dialogo.  In cui un partito apre le sue porte.</p>
<p>Ed allora bisogna capire che forse è questo il passaggio cruciale oggi, per riavvicinare alla Politica, per farti capire, per capire. Per smentire &#8211; con i fatti – gli artefatti dell’antipolitica.</p>
<p>Lo spettacolo che i NoiNuvolaRossa – con i 7 bravissimi ragazzi di un liceo  del quartiere che hanno recitato (Federica, Beatrice, Eleonora, Camilla, Carolina, Eugenio, Sara)  &#8211;  ha avuto il pregio di suscitare nelle decine di persone presenti, chi distante  dalla politica attiva, chi più vicino, il pregio di” farsi conoscere” reciprocamente.</p>
<p>E soprattutto ha avuto il pregio di fornire opportunità a questi ragazzi, di aprirsi, di arricchirsi e fare arricchire culturalmente chi con loro condivideva quell’esperienza.</p>
<p>La Roma del sottoproletariato, la Roma dei ragazzi di vita, la Roma dell’omosessualità presa, dal perbenismo e moralismo imperante negli anni 60/70, come alibi per coprire ed affossare le verità di Pasolini sul degrado morale della società consumata da edonismo e televisione, il rapporto di Pasolini  amorevolmente conflittuale con il PCI, il ruolo della DC e della Chiesa.</p>
<p>Quaranta anni fa. Ed anche oggi attuale.</p>
<p>E tutto con uno sforzo di ricerca teatrale e storiografica che ha premiato questi ragazzi con un applauso da brivido, lungo e caldo, avvolgente al termine del loro spettacolo.</p>
<p>Dicono che c’è l’antipolitica, vogliono convincerci che vince l’antipolitica.</p>
<p>Eppure la storia che vi ho raccontato esiste, è tutta politica – e non è fatta solo di panchine o di buche (per carità, tutti elementi basilari ed importanti in una comunità).</p>
<p>E’ fatta di ricostruzione morale e culturale, di intrecci faticosamente costruiti che rendano virtuose le istanze della cittadinanza attiva ed il ruolo dei partiti, che rendano nuovamente egemoni i valori di solidarietà, coesione nazionale, di futuro e di bene comune. E la cultura è uno di questi beni comuni, in una  serata pienamente in mano a questi ragazzi.</p>
<p>E la scuola oggi è il punto di ri-partenza, luogo naturale di semina culturale specialmente se a farla – con passione – sono professori come Andrea Barbetti.</p>
<p>Dicono che bisogna fare benaltro. Ma non assumono mai l’umiltà di partire, di fare, di praticare questo esercizio basilare:  quello di reimparare ad imparare, dopo anni di facili scorciatoie.</p>
<p>Di imparare, ad esempio, con le parole di Pasolini o con quelle di Rosario Bentivegna, lette da Stelvio Garasi dell’ANPI.</p>
<p>Dicono che c’è l’antipolitica. Ma quello a cui ho contribuito stasera, al quartiere Marconi, in una sede politica, quella del PD Marconi, era pura politica. Quella che per anni non abbiamo avuto l’umiltà di praticare, impegnati troppo a guardarci il nostro ombelico.</p>
<p>Dobbiamo riprenderci quella Politica, quella che alla lunga FA direzione politica.</p>
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		<title>Vogliamo un SI</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 16:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epas</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fermi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Comitato NO PUP Fermi organizza per venerdi 27 alle 19:30 una fiaccolata da Piazza Fermi per sollecitare l&#8217;approvazione di una delibera popolare che prevede l&#8217;annullamento del parcheggio interrato su via Enrico Fermi. Il sindaco Alemanno che venne qualche mese fa non sembra avere interesse a bloccare definitivamente il progetto; i consiglieri comunali che &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a rel="attachment wp-att-2206" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2206"><img class="alignleft size-medium wp-image-2206" style="margin: 5px;" title="enricofermi27aprile2012" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/04/enricofermi27aprile2012-211x300.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Il Comitato NO PUP Fermi organizza per venerdi 27 alle 19:30 una fiaccolata da Piazza Fermi per sollecitare l&#8217;approvazione di una delibera popolare che prevede l&#8217;annullamento del parcheggio interrato su via Enrico Fermi. Il sindaco Alemanno che venne qualche mese fa non sembra avere interesse a bloccare definitivamente il progetto; i consiglieri comunali che &#8211; in modo trasversale &#8211; hanno appoggiato le denunce dei cittadini e del comitato possono con il loro voto contribuire a fermare il progetto.</em></p>
<p>Questo il testo di invito all&#8217;iniziativa:</p>
<p>La delibera 38/2012 di 6111 firme che prevede l&#8217;annullamento del<br />
parcheggio B1-4.207 è pronta per essere messa all&#8217;ordine del giorno.<br />
Inizia la campagna &#8220;VOGLIAMO UN SI&#8221; per spingere il consiglio comunale<br />
e i suoi rappresentanti a metterla all&#8217;ordine del giorno e votarla in<br />
modo da bloccare definitivamente il parcheggio di via Fermi.</p>
<p>Distribuiremo a tutti gli interessati una cartolina da inviare ai<br />
capigruppo dei vari partiti per sollecitare la votazione in aula della<br />
delibera di iniziativa popolare, consegnata a febbraio dal Comitato No<br />
Pup Fermi e impedire definitivamente l&#8217;inizio dei lavori del<br />
parcheggio sotterraneo di Via Fermi, che prevede l&#8217;eliminazione di ben<br />
80 alberature, per quello che vogliono spacciare per riqualificazione.<br />
Dopo una petizione di 5421 firme, tre interrogazioni, tre mozioni, un<br />
esposto alla Procura della Repubblica, la visita del sindaco, diverse<br />
perizie tecniche sfavorevoli presentate a nostre spese, è palese che<br />
il parcheggio non solo è inutile ma dannoso per la zona, il suo<br />
commercio e i suoi residenti.</p>
<p>Inoltre per il 27 aprile alle ore 19.30,<br />
piazza Fermi, organizzeremo una grande fiaccolata per dare un<br />
ulteriore spinta e peso alla nostra iniziativa. Invitiamo tutti a<br />
partecipare e manifestare il proprio dissenso. Se in tutta Roma i<br />
cittadini si oppongono al Piano Urbano Parcheggi, vuole dire che c&#8217;è<br />
qualcosa che non va veramente. A tutte le persone dotate di buon<br />
senso, chiediamo di riflettere e di appoggiare le nostre iniziative,<br />
perchè se non avessimo iniziato questa lotta nel novembre 2010, ormai<br />
Via Fermi sarebbe un cantiere aperto senza i suoi splendidi alberi.<br />
Grazie</p>
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		<title>Iniziano ad arrivare i video di Marconi a colori</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 09:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[marconi a colori]]></category>

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		<description><![CDATA[(08.04.12) Marconivideodem che nei sei giorni della festa Marconi a colori ha ripreso e fotografato esce ora dal meritato riposo ed inizia la pubblicazione, con varie clip, dei momenti che hanno caratterizzato questa iniziativa. La pubblicazione dei video &#8211; che volutamente non seguirà un filo cronologico -  alternerà dibatti e festa, testimonzianze e musica. Tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(08.04.12) Marconivideodem che nei sei giorni della festa Marconi a colori ha ripreso e fotografato esce ora dal meritato riposo ed inizia la pubblicazione, con varie clip, dei momenti che hanno caratterizzato questa iniziativa.</p>
<p>La pubblicazione dei video &#8211; che volutamente non seguirà un filo cronologico -  alternerà dibatti e festa, testimonzianze e musica.</p>
<p>Tutti i video saranno inseriti sul canale youtube di marconivideodem e su una apposita pagina di Marconi a colori.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2198" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2198"><img class="alignleft size-medium wp-image-2198" style="margin: 5px;" title="youtube-mvd" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/04/youtube-mvd-300x261.jpg" alt="" width="300" height="261" /></a>I primi video disponibili ci raccontano dell&#8217;energia dei Termini Underground, dell&#8217;importanza della cultura e della scuola in un processo di confronto, dialogo e scoperta dell&#8217;altro.</p>
<p>Stay tuned!</p>
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		<title>Il PD Marconi sul Moulin Rouge: ora rilancio spazi culturali per Marconi</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 19:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>

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		<description><![CDATA[(06.04.12) Il consigliere comunale del PD Paolo Masini, Pierluigi Regoli del PD Roma e Carla Boto del  circolo PD Marconi ci hanno inviato questo comunicato. Moulin Rouge, Partito Democratico: ora rilancio spazi culturali per Marconi «Ci auguriamo che con l’operazione condotta ieri al cinema Moulin Rouge dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale si riesca a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(06.04.12) Il consigliere comunale del PD Paolo Masini, Pierluigi Regoli del PD Roma e Carla Boto del  circolo PD Marconi ci hanno inviato questo comunicato.</p>
<p><strong>Moulin Rouge, Partito Democratico: ora rilancio spazi culturali per Marconi</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-2177" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2177"><img class="alignleft size-medium wp-image-2177" style="margin: 5px;" title="mappa-orsomariacorbino" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/04/mappa-orsomariacorbino-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a></strong></p>
<p>«Ci auguriamo che con l’operazione condotta ieri al cinema <strong>Moulin Rouge</strong> dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale si riesca a estirpare definitivamente da <strong>Marconi</strong> questo centro di sfruttamento della prostituzione, da anni bubbone del  quartiere. La vicenda era nota da tempo e spesso era stata oggetto di  segnalazioni da parte dei cittadini del quartiere. Ora è importante dare  seguito a questo primo atto e passare dallo sfruttamento e il degrado  al rilancio della cultura per il territorio. Se si vuole davvero  riqualificare il quartiere la via da percorrere è quella di dar vita e  far crescere iniziative socio-culturali e luoghi idonei ad accoglierle.</p>
<p>A <strong>Marconi,</strong> infatti, non servono né sale gioco, né  altri spazi commerciali o supermercati: sale polivalenti, spazi  espositivi e luoghi di aggregazione possono rilanciare e rafforzare la  vocazione culturale del quartiere, che renderebbe un utile servizio  anche agli insediamenti universitari che nel tempo sono cresciuti o in  previsione. Per questo sollecitiamo l’amministrazione a lavorare per  mettere quanto prima in atto una accorta politica di definizione delle  licenze commerciali capace di orientare in tal senso l’utilizzo degli  spazi».</p>
<p>Lo affermano in una nota il consigliere capitolino del <strong>Pd e membro della Commissione Cultura Paolo Masini,</strong> il responsabile Cultura del <strong>Pd Roma Pierluigi Regoli e il segretario del Circolo Pd Marconi Carla Boto.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rete!</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 21:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roma multietnica]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[nel quartiere]]></category>

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		<description><![CDATA[01.04.2012 Enrico Pasini Se volessimo cercare il segreto di questo successo di → Marconi a colori forse non riusciremmo mai a ripetere nello stesso ordine gli ingredienti  che lo hanno determinato, i fattori che ne hanno moltiplicato l’eco (sino ad un passaggio al GR nazionale questa mattina), le emozioni e le tensioni che si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>01.04.2012 <span style="color: #ff6600;">Enrico Pasini</span></h5>
<p>Se volessimo cercare il segreto di questo successo di <strong>→ <a href="marconiacolori.wordpress.com" target="_blank">Marconi a colori</a></strong><a href="marconiacolori.wordpress.com" target="_blank"> </a>forse non riusciremmo mai a ripetere nello stesso ordine gli ingredienti  che lo hanno determinato, i fattori che ne hanno moltiplicato l’eco (sino ad un passaggio al GR nazionale questa mattina), le emozioni e le tensioni che si sono susseguite in questi sei giorni.</p>
<p>Qualche tempo fa parlando con alcune esponenti della CGIL, organizzazione invitata e presente ai dibattiti, tra il serio ed il faceto ci dissero “<em>6 giorni? Voi siete pazzi! Se riuscite siete eroi</em>” o qualcosa del genere.</p>
<p>Ed a pensarci bene, un eroe, una eroina nazionale l’abbiamo anche avuta il giorno dedicato a integrazione e pregiudizio: Irma Tobias.</p>
<p>Oggi è la fine del sesto giorno e siamo qui. Ci siamo riusciti, grazie alla lungimiranza di chi qualche mese fa lanciò l’idea, di chi l’ha coltivata, cresciuta, messa a fattore comune con mille altre esperienze, sapientemente unita all’agire politico e sociale, e alla tenacia organizzativa di Marzia Colonna.</p>
<p>Nei sei giorni sono stati affrontati molti temi, dalle seconde generazioni, agli stereotipi, al lavoro nero, al fondamentale ruolo della scuola, alle storie delle donne.</p>
<p>Sono stati affrontati potendo contare sulla rete che due associazioni del quartiere ( → <a href="http://www.amicidipontediferro.org/www.amicidipontediferro.it" target="_blank">Amici di Pontediferro</a> con  Rosanna Pilolli, e → <a href="http://www.multimedia3000.org/chi_siamo.htmhttp://" target="_blank">Multimedia 3000</a> con Adolfo Ferranti)  hanno saputo tessere unendosi alla volontà, alla determinazione di un gruppo di “indomabili di Marconi” che credono che la Politica vera si fa stando tra i cittadini, coinvolgendoli, rendendoli partecipi attraverso il dialogo ed il racconto delle loro storie.</p>
<p>Ascoltandoli, funzione  che spesso una certa politica “istituzionale” dimentica rinchiudendosi nei suoi riti.</p>
<p>Dialogo, condivisione, crescita: tre fattori che presto hanno consentito di dare un taglio più mirato. Si impara anche dalla propria passione ed inesperienza. E più voci ci hanno detto “<em>io non voglio essere integrata, io voglio dialogare con voi, condividere  io con  voi e voi con  me, crescendo ed arricchendosi delle proprie differenze</em>”.</p>
<p>L’iniziativa ha avuto il patrocinio della Provincia di Roma e del Municipio XV, e ricordiamo la presenza di <strong>Gianni Paris</strong>, presidente del Municipio  durante la giornata inaugurale</p>
<p><strong>Nicola Zingaretti</strong>, Presidente della → <a href="http://www.provincia.roma.it/" target="_blank">Provincia di Roma</a> (che ringraziamo per il patrocinio e fattivo e concreto contributo) nel suo messaggio augurale &#8211;  inviatoci via video &#8211; ha ripreso questo concetto dell’arricchimento attraverso le differenze enfatizzando <strong><em>“ i valori, il modo di stare insieme, di valorizzare le differenze come mezzo per affermare un modello di società che superi quello basato sull’egosismo, sulla solitudine, sulla paura del diverso</em>”.</strong></p>
<p>Le differenze …  anche oggi ultimo giorno le  abbiamo colte, unite, mescolate, fatte diventare ricchezza per esperienze future.</p>
<p>Fare rete, pensateci. L’hanno fatta i bambini che di fronte ad un campetto ed a un pallone non hanno resistito, così come l’hanno fatta a fine festa i ragazzi dei <strong>Tamburi di Gorée</strong> improvvisando una partitella contro altre ragazze e ragazzi, nel più puro stile “calciosociale”.</p>
<p>E l’abbiamo fatta noi, tutti insieme, tra le diverse associazioni intervenute oggi (da <strong>Sol Mansi</strong> ad <strong>Roma XVI per l’Africa, </strong>all’<strong>Associazione Laicale Missionaria </strong>) e gruppi musicali e teatrali.</p>
<p>E la rete si è allargata, i nodi di questa rete si sono intrecciati con le esperienze che maturano nelle scuole (ed il concorso letterario/artistico è stato prima di tutto un segno di lungimiranza e poi un grande successo) dove gomito a gomito vivono ragazz* italian* e  ragazz* nuov* italian*.</p>
<p>Ho avuto il piacere di premiare i/le ragazz* <strong>della III I della scuola Giuseppe Bagnera</strong> autori di un  video delizioso, fresco, attuale ed  ironico. Ed il piacere si è amplificato parlando con la professoressa che li ha seguiti e con loro stessi.</p>
<p>E molti altri di noi – insieme ai media partner,  in testa → <a href="http://www.paesesera.it" target="_blank"><strong>Paese Sera</strong></a> presente in più giornate con le giornaliste Lara Facondi ed Emanuela Farnisi – hanno avuto il piacere di premiare (grazie al contributo della libreria Mondadori  di Marconi)  gli altri concorrenti e vincitori.</p>
<p><strong>Marco Miccoli</strong>, consigliere provinciale, ha saputo cogliere il senso di concretezza, di percorso da “battere” ancora, parlando dell’importanza di questa iniziativa nel quartiere poco prima di premiare i ragazzi delle elementari , insieme a <strong>Ivonne Pellizzari</strong> che a pranzo ci ha deliziato con la sua gastronomia  etnica etiope, araba ed indiana.</p>
<p>Le differenza, il conoscersi, il mescolarsi … crescere.</p>
<p>Non è cresciuto invece il ragazzo protagonista del racconto “I cocomeri” di <strong>Andrea Barbetti</strong> che <strong>i  <a href="http://www.noinuvolarossa.org" target="_blank">NoiNuvolaRossa</a></strong> hanno recitato. Tra il buio di un TIR e l’odore dolciastro dei cocomeri, lontano dall’amore, la storia durissima di un viaggio non completato.</p>
<p>E di amore però hanno parlato molti dei gruppi intervenuti, e molte delle coppie  e della famiglie che sono venute a trovarci. Di amore in modo concreto e reale, tramite l’esempio, tramite le loro unioni colorate. Amore che genera frutti italiani, per noi che amiamo lo Ius soli.  Ed è anche l’amore per la lingua italiana che nei giorni scorsi ci aveva ricordato <strong>Marguerite Lottin</strong>, amore per la cultura latina e per i suoni moderni.</p>
<p>Amore per la musica, amore per un mezzo di comunicazione universale capace di  trascinare i più recalcitranti. E’ il caso dei <strong>Termini Underground</strong>, gruppo di ragazz* multietnici che con il loro hip pop ci hanno tutti innamorati e che con un loro spettacolo, Aeneas,  realizzato all’interno di un percorso di integrazione rivolto a ragazzi immigrati &#8220;di seconda generazione&#8221;, consentono di  farli entrare a diretto contatto con la cultura latina e la sua lingua, e quindi, con le origini stesse della cultura italiana</p>
<p>Li ho sentiti pulsare, ne ho sentito gli umori, l’energia giovanile mentre &#8211;  quasi immerso nella loro rappresentazione (schivata una sorta di capriola il cui “gamba e piede” mi puntavano) &#8211; scattavo foto e giravo video.</p>
<p>Era iniziato così anche al mattino, dove in modo un pò più misurato, salsa e bachata avevano scaldato l’atmosfera con i balli caraibici di <strong>Gianluca Cosimati</strong> e della sua partner di ballo.</p>
<p>Il ballo, una potenza che si libera impetuosa, con i ritmi dei <strong>Tamburi di Gorèe</strong>, che si libera sensuale e primordiale, che unisce colori ed esperienze. E vi assicuro che vedere la <strong>maestra Rossana</strong> sul palco è stata una sorpresa.   Il ballo e la musica che si libera su movenze popolari con il <strong>coro multietnico Romolo Balzani</strong> e dove la storia della musica è storia di emigrazione, amori, lavori duri che fanno sudare, come ci ha raccontato <strong>Anatole</strong> che viene dalla Costa d’Avorio. E stessi temi quelli di <strong>Nick Sy</strong>.</p>
<p>I racconti, le storie. Tutti gli alunni delle elementari che hanno partecipato al concorso letterario/artistico ne avevano da raccontare, alcune inventate, altre trasformate nella loro visione del mondo.</p>
<p>E questo lavoro di crescita formativa ha portato anche  al riconoscimento -  per lei inaspettato ma riteniamo meritatissimo  –  che la maestra <strong>Maria Teresa Capizzi</strong> ha ricevuto per aver saputo coinvolgere tanti ragazz* delle elementari e fatto da <em>levatrice</em> all’interno della scuola elementare Vincenzo Cuoco.</p>
<p>Le scuole,  all’inizio dicevo, e su questo tutti avevamo puntato, del  loro fondamentale ruolo di unione e mescolanza. E bene hanno fatto i dirigenti scolastici ed il corpo docente delle scuole medie (la Giuseppe Bagnera) e dei licei (Keplero, Montale, Manara) che hanno favorito l’iniziativa. E nel caso della scuola  <strong>Vincenzo Cuoco</strong> e della  scuola <strong>Giuseppe Bagnera</strong> anche a darci ospitalità.</p>
<p>E squisito, brillante ospite e conduttore di questa ultima giornata  è stato <strong>Emiliano Boschetto</strong> che alla fine, dopo la performance del <strong>Coro Voci del Mondo</strong>, ha ceduto il microfono a Maria Teresa Di Sarcina che ha voluto ringraziare tutto il gruppo organizzativo di <strong>Marconi a colori</strong> (Rosanna Pilolli di Amici di Pontedi ferro, Adolfo Ferranti di Multimedia 3000 e Francesca Venanzi, Marzia Colonna, Stefano Spalletta,  Carla Boto, Serena Colonna, Luisa Palazzoli ed ancora Pina, Paola, Riccardo).</p>
<p>A festa chiusa ho brevemente parlato con  alcuni degli autori delle foto della <a href="http://marconiacolori.wordpress.com/le-foto-della-msotra/" target="_blank">mostra fotografica</a>, ospitata al pari dei due dibattiti all’interno della <strong>Biblioteca Guglielmo Marconi</strong>.</p>
<p>E la cosa piacevole – oltre alla crescita di quella rete di cui prima parlavo – è stato il giudizio comune sulle foto di uno dei partecipanti. E tra appassionati  di foto questa consonanza è importante. Non mi chiedete chi fosse, ma scorrete le foto sino alla fine.</p>
<p>E qui <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10151450580290274.834806.333528630273&amp;type=3" target="_blank">alcune prime foto</a> della festa finale.</p>
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		<title>Donne migranti, il motore dell’integrazione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 20:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roma multietnica]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di cittadinanza]]></category>
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		<description><![CDATA[29.03.2012 Enrico Pasini Donne migranti, donne che vogliono dialogare, donne che vogliono crescere. La terza giornata di Marconi a colori ha avuto come filo narrante, con la sagace, brillante e pungente conduzione di Marguerite Lottin, le voci di donne, giovani o diversamente giovani che ci hanno raccontato il loro rapportarsi all&#8217;italiano, all&#8217;Italia, alla loro visione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>29.03.2012 <span style="color: #ff6600;">Enrico Pasini</span></h5>
<p>Donne migranti, donne che vogliono dialogare, donne che vogliono crescere.</p>
<p>La terza giornata di <a href="http://marconiacolori.wordpress.com" target="_blank">Marconi a colori</a> ha avuto come filo narrante, con la sagace, brillante e pungente conduzione di Marguerite Lottin, le voci di donne, giovani o diversamente giovani che ci hanno raccontato il loro rapportarsi all&#8217;italiano, all&#8217;Italia, alla loro visione di società multiculturale.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2157" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2157"><img class="alignleft size-medium wp-image-2157" style="margin: 5px;" title="foto29marzo2012-Elvira" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/03/foto29marzo2012-Elvira-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Elvira Ricotta Adamo, dell&#8217;Unione Degli Universitari (il sindacato degli studenti universitari) chi ha raccontato come il suo essere pienamente italiana, il suo sentirsi italiana va ben al di là delle burocrazie. Questa ragazza, di origine filippina e poi adottata da una famiglia siciliana, vive e vuole vivere in prima persona difficoltà, opportunità, possibilità di chi vive in Italia. E&#8217; per questo che Elvira, da subito protagonista della campagna “L’Italia sono anch’io” è convinta che l&#8217;essere italiani derivi da una condizione sociale di fatto, più che uno status giuridico.</p>
<p>La stessa determinazione e volontà di esserci che Carla Valente, come le altre insegnanti (Cinzia e Marina) di italiano per le straniere che collaborano con la Biblioteca Guglilemo Marconi, ci ha descritto a proposito delle donne straniere che partecipano ai corsi di italiano. Volontà ferrea di &#8220;integrarsi&#8221; (e poi capiremo perchè tra virgolette) per capire la società ed i figli ( e la scuola svolge un ruolo fondamentale).</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2150" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2150"><img class="alignright size-medium wp-image-2150" title="foto29marzo2012-Lottin-1" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/03/foto29marzo2012-Lottin-1-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Marguerite Lottin, dell&#8217;associazione interculturale Griot, ha posto a tutti noi la domanda, o meglio la DOMANDA: &#8220;perchè integrazione?&#8221;. Io mi sento integrata, pienamente, ci ha raccontato. Ed allora dobbiamo pensare non al concetto di integrazione ma a quello di confronto, dialogo, conoscenza e crescita reciproche. Questo in sintesi il messaggio che ci ha trasmesso.</p>
<p>Insistere sulla cultura, sulla conoscenza di questa lingua (spesso meglio conosciuta dagli &#8220;stranieri&#8221;) come elemento di coesione ed unione.</p>
<p>Marguerite ha saputo condurci su temi difficili consapevole di una idea forte,  insegnare ad una donna è insegnare ad un popolo, e con la capacità di coinvolgere anche gli uomini presenti.</p>
<p>Ancora Carla Valente chi ha raccontato della composizione di questi nuovi nuclei familiari (dove molti sono i ricongiungimenti) e del loro saper sdrammatizzare i primi approcci. &#8220;Dai ! chiamalo Sandro, mio figlio&#8221; è l&#8217;invito che si è sentita rivolgere da una donna che frequenta il corso di italiano per straniere, dopo che Carla aveva pronunciato per l&#8217;ennesima volta, in modo incomprensibile, il nome del figlio.</p>
<p>La chiusura della serata è stata affidata alle parole crude, dure, vere di Carla Greco che ha letto un passo del  libro scritto insieme a Ana Maria Berrios Ramoz. &#8220;Vidas crueles&#8221;, una storia ispirata alla realtà dove Esperanza (un nome di fantasia) ci racconta la sua nascita a Lima, il peregrinare in Europa e poi in Italia. Il passo letto da Carla Greco evoca durezza, miseria, violenza, schiavitù e sottomissione. E&#8217; vero la sala ha applaudito ma credo che dentro tutti noi albergasse un lungo imbarazzato silenzio.</p>
<p>Al termine del dibattito veloce proiezione delle foto della <a href="http://youtu.be/hyTUwc5EUh4?hd=1">mostra fotografica</a> &#8220;Marconi a colori&#8221; e proiezione del film &#8220;Terraferma&#8221; di Emanuele Crialese.</p>
<p>Appuntamento a domani dove si parlerà di <a href="http://marconiacolori.wordpress.com/programma/30-marzo/" target="_blank"><strong>LE SECONDE GENERAZIONI</strong><strong>: nuovi italiani e diritto di cittadinanza.</strong></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<h6><em>(grazie a Pasquali per le foto)</em></h6>
]]></content:encoded>
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		<title>Marconi a colori, parole ed immagini per crescere</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 09:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Roma multietnica]]></category>
		<category><![CDATA[diritti di cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[nel quartiere]]></category>

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		<description><![CDATA[(27.03.12 Enrico Pasini ) Si è aperta oggi 27 marzo Marconi a colori la prima festa della cultura dell&#8217;integrazione, festa organizzata dalle associazioni Amici di Pontediferro e Multimedia3000. La giornata inaugurale si è tenuta nella biblioteca Guglielmo Marconi di via Cardano 135. E quale miglior luogo, come ha ricordato Adolfo Ferranti di &#8220;Multimedia 3000&#8243; nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>(27.03.12 <span style="color: #ff6600;">Enrico Pasini <span style="color: #000000;">)</span><br />
</span></h5>
<p style="margin: 0px; padding: 0px;">
<p style="margin: 0px; padding: 0px;">Si è aperta oggi 27 marzo <strong>Marconi a colori</strong> la prima festa della cultura dell&#8217;integrazione, festa organizzata dalle associazioni Amici di Pontediferro e Multimedia3000. La giornata inaugurale si è tenuta nella biblioteca Guglielmo Marconi di via Cardano 135.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://marconiacolori.files.wordpress.com/2012/02/quadrato-marconi-a-colori-v3-copia1.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>E quale miglior  luogo, come ha ricordato Adolfo Ferranti di &#8220;Multimedia 3000&#8243; nella sua introduzione, se non una Biblioteca e le scuole del quartiere (scuola elementare Vincenzo Cuoco e scuola media Giuseppe Bagnera) per parlare e confrontarsi sui temi della cultura dell&#8217;integrazione.</p>
<p>Prima di lui, Marina Girardet, responsabile della Biblioteca Guglielmo Marconi, ha illustrato le attività e finalità della biblioteca. Un luogo aperto, un avamposto di cultura nel quartiere Marconi capace di rendere fluidi ed armoniosi i diversi colori che vi risiedono. Corsi di italiani per stranieri, letture, iniziative tese a valorizzare differenze ed uguaglianze, questo il patrimonio che la Biblioteca offre.</p>
<p>Rosanna Pilolli, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Amici di Pontediferro&#8221;, ha illustrato il percorso che ha portato alla nascita, preparazione e varo di questa iniziativa che andrà avanti sino a domenica primo aprile. L’idea di una festa della cultura dell’integrazione nasce dall’esigenza di favorire il clima di coesione sociale e civile delle varie componenti etniche presenti nel quartiere Marconi (XV Municipio Arvalia Portuense), dove ormai da un decennio varie comunità di immigrati risiedono stabilmente e ne sono a tutti gli effetti protagoniste.</p>
<p>Colori, educazione, cittadinanza, scuola, crescita, integrazione, tutti elementi che uniscono le sei giornate della festa e che sono filo di congiunzione tra le due iniziative che arricchiscono ulteriormente lo stimolante programma di <span style="color: #800080;"><strong>Marconi a colori</strong></span>.</p>
<p>Infatti, oltre ai dibattiti e alla festa finale, <span style="color: #339966;"><strong>Marconi a colori</strong></span> è un concorso letterario/artistico rivolto a tutte le scuole (dalle elementari ai licei) ed una mostra fotografica dove parole, disegni, immagini ci raccontano i punti di vista di alunni, ragazze e ragazzi ed appassionati fotografi (e la fotografia non è solo tecnica ma capacità di suscitare emozioni).</p>
<p>Così nel mio brevissimo intervento, prima di presentare ufficialmente le foto della mostra, ho voluto mette l&#8217;accento sull&#8217;importanza che iniziative come <span style="color: #ff0000;">Marconi a Colori</span> hanno nel mettere in rete diverse esperienze, capacità, volontà di comunicare farsi ascoltare.</p>
<p><strong>Marconi a colori</strong> ha ottenuto  il patrocinio della Provincia di Roma e del Municipio XV. Gianni Paris, Presidente del Municipio, ha amplificato capacità e finalità di Marconi a colori nel creare crescita e cultura, collegandola idealmente alle altre iniziative che si tengono a Roma.</p>
<p>Di queste ha parlato anche Adolfo Ferranti (Multimedia 3000) quando ha ricordato come la Roma interculturale sia stata penalizzata da politiche sociali e culturali poco accorte  e lungimiranti  adottate dal 2008 dal Comune di Roma. Temi e concetti ripresi anche dall&#8217;assessore alle politiche sociali del Municipio Fabrizio Grossi.</p>
<p>Cultura dell&#8217;integrazione, diritti, conoscenza, non avere paura di conoscere. E anche per questo Marco Miccoli, consigliere provinciale previsto come relatore, ci ha voluto inviare un messaggio di saluto scusandosi per la sua assenza in quanto nello  stesso momento una improvvisa ed urgente manifestazione di solidarietà con i diritti del popolo siriano era stata convocata a Roma.</p>
<p>L&#8217;intervento della Preside Loredana Termite (Scuola Giuseppe Bagnera) ci ha ricordato l&#8217;importanza della cultura nelle scuole, dell&#8217;essere &#8220;gomito a gomito&#8221; dei ragazzi dai colori differenti, del ruolo educativo.</p>
<p>E così le parole delle ragazze e ragazzi dei diversi gradi scolastici, espresse nei temi che sono giunti per il concorso letterario/artistico, si uniscono alle parole, alla capacità di evocare sentimenti e riflessioni che il &#8220;Laboratorio dei lettori ad alta voce&#8221;  della Biblioteca Marconi ci ha trasmesso con le  letture che hanno inframezzato gli interventi dei vari relatori.</p>
<p>Letture su testi di Pasolini, poeti senegalesi, tratte dal libro “Divorzio all&#8217;islamica a Marconi” di Amara Lakhous, da “Le ragazze di Benin City”, un libro inchiesta di Laura Maragnani e Isoke Aikpitanyi. Le parole tratte da questi libri  sono state recitate con  passione e tecnica da voci femminili e maschili del  &#8220;Laboratorio&#8221;, sapientemente diretto da Giancarlo Vitaterna.</p>
<p>E tra queste parole anche l&#8217;attualità, il vivere nei quartieri, il popolare le strade di Marconi che non brilla per luoghi d’incontro &#8220;da vivere&#8221;, aperti ed all&#8217;aperto, dove una concezione urbanistica ad altissima residenzialità unita ad una elevata concentrazione commerciale penalizza la socialità.</p>
<p>Maurizio Fiasco ci ha parlato dell’importanza di ri-creare questi luoghi partendo dai ricordi di quello che era questo quartiere e di come ai nostri tempi, con l’affacciarsi serale di nuovi volti e storie, la possibilità – se supportata da adeguate politiche urbanistiche e sociali – di cogliere l’obiettivo sia reale.</p>
<p>A chiusura della giornata Gabriella Sanna di Roma Multietnica ha voluto lanciare un doppio messaggio di ottimismo e di pungolo. Di ottimismo quando ha ricordato come siano ormai tante le iniziative che si susseguono organizzate dalle associazioni e dalla cittadinanza attiva; di stimolo e pungolo quando ha ricordato alla rappresentanza istituzionale che spesso questa è meno pronta di quanto non lo siano i cittadini e la società.</p>
<p>Rosanna Pilolli ha ricordato l’appuntamento del 28 marzo, dedicato al “Ruolo della scuola nelle politiche di integrazione” che si terrà presso la scuola elementare Vincenzo Cuoco (Via Blaserna 47) dalle ore 17.</p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px;">sul sito di Marconi a colori il programma della festa</p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px;"><a href="http://marconiacolori.wordpress.com/" target="_blank">marconiacolori.wordpress.com</a></p>
<p style="margin: 0px; padding: 0px;">le foto sono visibili qui:</p>
<p><a href="http://marconiacolori.wordpress.com/le-foto-della-msotra/" target="_blank">http://marconiacolori.wordpress.com/le-foto-della-msotra/</a></p>
<p>sono commentate qui:</p>
<p><a href="http://marconiacolori.wordpress.com/2012/03/27/le-foto-e-la-presentazione/" target="_blank">http://marconiacolori.wordpress.com/2012/03/27/le-foto-e-la-presentazione/</a></p>
<p>e sono su youtube qui:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hyTUwc5EUh4" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=hyTUwc5EUh4</a></p>
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		<title>Le foto di &#8220;Marconi a colori&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Mar 2012 18:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>epas</dc:creator>
				<category><![CDATA[nel quartiere]]></category>

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		<description><![CDATA[(25.03.12) Mancano ormai pochissimi giorni all&#8217;apertura della prima festa della cultura dell&#8217;integrazione che  si terrà al quartiere Marconi, dal 27 marzo al primo aprile. Marconi a colori è il nome che gli organizzatori (l&#8217;associazione Amici di Pontediferro, Multimedia3000) hanno dato a questa iniziativa di cui marconivideodem ha  → già parlato un mese fa. Nell&#8217;ambito della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(25.03.12) Mancano ormai pochissimi giorni all&#8217;apertura della prima festa della cultura dell&#8217;integrazione che  si terrà al quartiere Marconi, dal 27 marzo al primo aprile.</p>
<p><em><strong>Marconi a colori</strong></em> è il nome che gli organizzatori (l&#8217;associazione Amici di Pontediferro, Multimedia3000) hanno dato a questa iniziativa di cui marconivideodem ha  →<a href="http://marconivideodem.it/?p=2087" target="_blank"> già parlato</a> un mese fa.</p>
<p>Nell&#8217;ambito della iniziativa una mostra fotografica sarà visibile nei locali della Biblioteca Guglielmo Marconi a partire dal 27 marzo, visibile sugli schermi della biblioteca stessa e sul sito marconiacolori.wordpress.com</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2130" href="http://marconivideodem.it/?attachment_id=2130"><img class="alignleft size-medium wp-image-2130" style="margin: 5px;" title="_foto-arrivate-collage" src="http://marconivideodem.it/wp-content/uploads/2012/03/foto-arrivate-collage-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a>Marconivideodem ha  visionato in anteprima le  39 foto arrivate di 9 autori qui rigorosamente in ordine alfabetico:  Andrea Catena, Erika Chiappinelli, Giuseppe Davì, Alessandro De  Angelis, Michele Docimo, Serena Pergola, Martina Santoro, Massimo  Sgrulletti, Carlo Traina</p>
<p>Storie narrate attraverso scatti tematici  legati tra di loro con un forte filo narrativo, o attraverso il sempre  efficace point&amp;shoot. Questo il risultato dell&#8217;appello che &#8220;<em>Marconi a colori&#8221;</em> ha rivolto a chiunque avesse voglia, ragione e cuore di raccontare -   attraverso il proprio punto di vista &#8211; il tema della cultura  dell&#8217;integrazione.</p>
<p>Storie forti dove gli sguardi catturano e ci  fanno interrogare sul tema del lavoro nero evidenziandone le  contraddizioni, e questo senza voler dare facili giudizi od arrivare ad  affrettate conclusioni. Quotidianeità colta passeggiando tra passanti  distratti o assorti nelle loro storie vissute, magari in un mercato  rionale.</p>
<p>Momenti di festa, di musica che ci ricordano quanto la  musica sia un forte catalizzatore di diversità che riescono ad unirsi e  per questo capaci di essere feconde. Foto che parlano delle provenienze  dai diversi continenti, delle tradizioni locali che vivono anche in  Italia.</p>
<p>Anche dove è stato fatto un semplice e discreto ritocco in post-produzione questo ha il solo fine di evocare visioni.</p>
<p>E  così le foto scattate in luoghi diversi, alcuni anche evocativi per  storie ed accadimenti,  riescono tutte a suscitare emozioni.</p>
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