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nov 26 2010

Parcheggi a Via Fermi

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(26 novembre) A Gennaio 2011 in via Enrico Fermi inizieranno i lavori di costruzioni di un parcheggio interrato a due piani che prevede 180 box in un piano, e altri parcheggi a rotazione nell’altro.

La Società che si è aggiudicata i lavori è la [CAM Edilizia] che nel suo sito descrive il mondo dei sogni – pura e sola tecnica di marketing – che dovrebbe stupire e convincere gli abitanti di Marconi.

Tralasciando le ormai già sentite e ripetute favole decennali sul parco Papareschi (sigh, anche loro lo citano), sul ponte della Musica, su piazza Meucci e Piazza della Radio, parole che riecheggiano quelle già sentite dal presidente Gianni Paris a ottobre 2009 (ne abbiamo parlato qui in [un nostro video]) , ecco, tralasciando tutte queste belle e vuote parole pubblicitarie cerchiamo di capire cosa succederà a via Enrico Fermi.

Intanto la prima cosa accaduta è che questo progetto – sulla carta scenografico, le ramblas di Marconi, capperi! – è stato calato con due passaggi improvvisi (ottobre 2009 durante una giornata di presentazione progetti per Marconi all’hotel H10, e novembre 2010 all’UCI Cinema) senza che le realtà territoriali (associazioni, partiti, cittadini) del quartiere siano state avvertite, consultate, coinvolte per tempo.

L’obiettivo è razionalizzare ed abbellire il quartiere e la via. Marconi ha bisogno di questo? Saremmo incoscienti nel voler negare tale esigenza.

Saremmo però irresponsabili a non evidenziare i rischi che un’altra concessione ai privati si trasformi nell’ennesima beffa ai cittadini che vedranno privilegiati i profitti dei soggetti privati attuatori e riceveranno poco e nulla, o … poco a caro prezzo.

Del resto l’esperienza del quartiere va in questa direzione: i parcheggi a rotazione della Galleria Marconi dove sono? Le opere di compensazione per la collettività come la sala di via Oderisi da Gubbio 13, il verde nella zona Papareschi … dove sono?

E vogliamo parlare di quello che accadrà a Via Prati dei Papa, bonificata – certo – ma con una cubatura di cemento che lievita?

Marconi ha bisogno di questo abbellimento o di una radicale politica di trasformazione del tessuto urbano? Il vantaggio che si è accordato in questi anni al commercio – a scapito dei servizi – ha prodotto più  benefici al quartiere o agli esercenti?

Ma torniamo al parcheggio.

Una breve ricognizione su via Enrico Fermi ha confermato ciò che molti di noi sanno e toccano con mano ogni giorno … sovraffollamento di macchine, traffico e smog.

Cerchiamo di essere precisi dando numeri e cifre. E iniziamo con qualche numero sulle auto attualmente parcheggiate a via Enrico Fermi.

Percorrendo via Enrico Fermi – dal lungotevere verso la piazza Fermi – le macchine contate sul lato marciapiede sono 120, e quelle parcheggiate sulla zona centrale sono 150. Facendo il percorso inverso – da Piazza Fermi verso il Lungotevere – abbiamo 100 auto, lato marciapiede e 130 sulla zona centrale. In totale fanno 500 posti, sempre pieni. A cui si devono aggiungere le soste in doppia fila, mai verificate e sanzionate.
Il progetto parla di 183 box e di 236 posti a rotazione (totale 419 posti).

Una prima domanda da porre è: rimarranno lato marciapiedi alcuni parcheggi disponibili? L’insieme dei posti auto sarà  sufficiente? Cosa accadrà a chi non avrà i soldi per acquistare i box? I posti a rotazione saranno gratuiti?

Diciamo che il caos, l’inquinamento ed intasamento delle vie limitrofe a via Enrico Fermi cresceranno a dismisura. E’ una previsione campata in aria? O è un dato di fatto ineluttabile?

C’è da osservare anche una variazione  rispetto al progetto originario – approvato con Ordinanza commissariale N. 2 del 12/10/2006 e successiva rimodulazione prevista l’Ordinanza commissariale N. 52 del 27/07/2007 – che prevedeva 255 posti auto pertinenziali e 109 posti auto a disposizione dei privati (per un totale di 364)

Tra le preoccupazioni espresse dal comitato di quartiere Marconi c’è quella relativa alla stabilità dell’opera che insiste in un territorio dove è presente una forte concentrazione di terra di riporto. Una apposita Commissione,  Commissione di Alta Vigilanza del Comune di Roma,  esaminerà il progetto strutturale e dovrà dare il proprio parere positivo e solo a questo punto il Comune di Roma darà il suo definitivo via libera alla realizzazione del progetto.

I grafici ed i plastici illustrati disegnano sulla carta una zona gradevole, con illuminazione fornita da pannelli fotovoltaici e un parco finale, con trasferimento dei platani – oggi presenti nello spartitraffico su via Enrico Fermi – nell’area golenale del lungotevere.

Anche l’aspetto della contemporaneità delle realizzazioni e dei servizi accessori è un elemento da tenere in forte considerazione. A Marconi negli anni si è consolidata la pessima prassi di costruire prima e dopo – ma molto dopo – pensare al verde, ai servizi, a ciò che rende vivibile il quartiere.

Però di grafici e plastici questo quartiere, oggi, ha la nausea e solo una attenta vigilanza delle associazioni (a tal proposito meritorie sono le attività ed il civile e pressante impegno del comitato di quartiere Marconi) e dei partiti locali può garantire un giusto equilibrio ed una attenta risposta alle esigenze della collettività.

Ad esempio, il locale circolo PD Marconi ha una posizione molto “laica” che mira a comprendere esattamente tutti passaggi, i benefici ed i disagi, le tecniche di coinvolgimento della cittadinanza e quelle di approvazione.

Solo dopo aver fatto una analisi congiunta si può capire se l’opera è un’opera per la collettività o solo per i privati”, ci ha detto il segretario del PD Marconi, Carla Boto.

L’opera è stata introdotta con ordinanze commissariali dal 2006 e come sempre le opere progettate in un’epoca – e con le allora date condizioni – non è detto che siano attuali e valide 5 anni dopo”, continua Boto che evidenzia anche “come non si deve sottovalutare il problema della sicurezza dei cittadini che non può essere messa in discussione dalla realizzazione di luoghi chiusi – come lo sono i parcheggi sotterranei – se non sono adeguatamente protetti e sorvegliati.”

D’altronde questa opera si pone in una zona del quartiere già stressata – dal lato  sicurezza – dagli insediamenti abusivi nella vicinissima area Papareschi.

Insomma è sempre più pressante il necessario coinvolgimento delle realtà territoriali di Marconi.

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