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apr 11 2011

sui Centri Commerciali Naturali e la loro influenza nel quartiere

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Era settembre 2010 quando Marconivideodem ha dato conto dell’installazione di alcune antenne WI-FI lungo Viale Marconi e a Piazza della Radio. Questa iniziativa era sponsorizzata dal Centro Arvalia Marconi.

Marconivideodem incuriosito dall’iniziativa e dal logo ha testato in questi giorni il funzionamento di tali antenne ed ha cercato di saperne di più sul Centro Arvalia Marconi ed aiutato dalla rete dei suoi collaboratori (ah, la rete che bella invenzione!) ha pescato per voi le seguenti informazioni.

Il Centro Arvalia Marconi è una forma di associazione tra commercianti che si associano in un Centro Commerciale Naturale (CCN) . Ma cosa è un CCN?

un Centro Commerciale Naturale è denominata qualsiasi aggregazione di negozi e pubblici esercizi che si trovano nella stessa area urbana: un centro storico, una via particolarmente densa di negozi, un’area urbana ben delimitata che nel corso del tempo si è qualificata naturalmente come area di shopping. Legalmente questo insieme naturale di negozi si trasforma in un vero e proprio Centro Commerciale Naturale quando gli esercenti si raggruppano in un’associazione per coordinare azioni di intervento comuni per favorire lo sviluppo economico e strutturale dell’area, al fine di incrementare l’affluenza dei clienti.

Ora che il fine ultimo sia quello di incrementare l’affluenza dei clienti non è di per sé disdicevole; è ovviamente una iniziativa privata che cerca la sua renumerazione e che nel gioco dell’offerta/domanda dovrebbe essere in grado attraverso adeguati investimenti – privati – di ottenere un guadagno.

D’altro canto, però,  la costituzione dei Centri Commerciali Naturali è contemplata da una legge regionale LR 28 aprile 2006 che prevede all’articolo 113 (Interventi regionali per la valorizzazione ed il potenziamento dei centri commerciali naturali):

(…) la Regione finanzia programmi per la valorizzazione ed il potenziamento di centri commerciali naturali, presentati, previa concertazione con le parti sociali interessate, dai comuni (…)

Leggendo queste dichiarazioni:

“(…) La risposta di sinistra è che l’istituzione appoggi la creazione di infrastrutture che facilitino la ripresa del commercio al dettaglio, invogliando i clienti a scendere in strada, a fidarsi della qualità dei prodotti e del rapporto confidenziale con il commerciante.
Il commercio di prossimità non può soccombere alla crisi, perché c’è tutta una fascia di popolazione che del negozio sotto casa non può fare a meno, e sono proprio le categorie più svantaggiate ad avere questa necessità (…)”

rilasciate dal Presidente Paris nel 2009, non si può che essere d’accordo nel valutare positivamente il sostegno ad una categoria economica, ad uno dei soggetti/attori che intervengono nel quadrante Marconi.

E l’accento però cade solo su uno dei soggetti/attori del quadrante Marconi.

Nello stesso articolo però questa unione tra soggetti/attori si salda in un giro che esclude la parte essenziale del quartiere Marconi, i cittadini residenti.  Infatti, la dichiarazione che questa unione debba mettere

insieme i commercianti tra di loro, insieme le associazioni con le istituzioni, insieme istituzioni periferiche e istituzioni centrali(cfr. Presidente del Consorzio Arvalia, Mina Giannandrea)

non considera minimamente chi dovrebbe apportare benefici alla categoria economica: i consumatori o per meglio dire i cittadini.

Insomma una battaglia tra grande distribuzione e catene commerciali, da un lato e i commercianti di vicinato dall’altra parte. Questi ultimi riuniti in un nuovo “sindacato” chiamato Federstrade (rif. Corriere della sera) la cui missione è quella di tutelare “il piccolo imprenditore del commercio viene schiacciato dai macro interessi dello shopping compulsivo”. Una iniziativa se vogliamo lodevole.

Resta però il dato di fatto che nel quartiere Marconi spesso si è riservata una attenzione al mondo del commercio che è apparsa a volte esagerata anche al circolo territoriale PD Marconi che nella relazione congressuale del suo segretario Carla Boto – eletta a novembre 2010 – osservava:

(…) Quello che noi constatiamo è il sorgere di megacentri commerciali (Galleria Marconi, ex Molini Biondi) che, di fatto in un quartiere già patologicamente a vocazione commerciale (con negozi a cielo aperto) non si affermano e falliscono.

Ed in tutto questo osserviamo critici la miopia di aver dialogato o privilegiato quali destinatari di una politica di interventi più consistenti la categoria dei commercianti (spesso non residenti nel quartiere e – per ricorre ad un po’ di piccolo cabotaggio demagogico- neppure elettori in municipio), piuttosto che quella dei residenti (…)

Ma torniamo alla istituzione del Centro Commerciale naturale, alle sue finalità e al suo finanziamento.

Abbiamo già citato la Legge Regionale n.4 del 2006 e sulla base di questa la Regione nel 2009 approva i finanziamenti concessi ai CCN nel Lazio; tra questi il progetto “Roma 15 Arvalia Portuense” si classifica al 106 posto su 137 ed avrà 250.000€ di finanziamento.

Ora vi ricordate quando abbiamo parlato di “al fine di incrementare l’affluenza dei clienti”?

In che modo pensa il CCN di raggiungere questo obiettivo? Bene, leggendo queste pagine emerge chiara una linea di condotta del CCN :

“ (…) Il progetto del CCN prevede una serie di interventi prima di tutto di carattere strutturale quali:

  • Miglioramento della capacità ricettiva attraverso la costruzione di parcheggi sotterranei
  • Miglioramento dell’arredo urbano in particolare con la ripavimentazione di marciapiedi e la posa di panchine e di nuova illuminazione stradale
  • Ricollocazione e miglioramento dei contenitori per la raccolta dei rifiuti urbani
  • Ridefinizione e ristrutturazione delle aree verdi/aree gioco per bambini
  • Rifacimento del mercato in via Carrè
  • Identificazione di aree pedonabili
  • Identificazione e circoscrizione e delle aree dedicate agli ambulanti
  • Segnalazione del perimetro del CCN attraverso banner, totem, vetrofanie, segni distintivi che connotino tutta l’area coinvolta (…)”

Ora qui, considerando il forte coinvolgimento del CCN sulla vicenda del PUP Fermi (parcheggi sotterranei) che si è concretizzato in varie iniziative di promozione del PUP Fermi tenutesi nel quartiere (p.es dicembre 2010), qualche domanda sorge spontanea.

1) La prima domanda, o meglio semplice curiosità è capire dove è il mercato di via Carrè.

2) La seconda osservazione è capire come sono stati utilizzati i 250.000 €

E’ un finanziamento pubblico, nostro, dei cittadini. E’ giusto conoscerne l’effettivo utilizzo.

A memoria (e quindi con il beneficio del dubbio) le iniziative che si ricordano sono quelle relative alle chiusure di viale Marconi, all’organizzazione di eventi di intrattenimento e ad alcune iniziative sul tema sicurezza.

Per le  antenne WI-FI quella su Piazza della Radio viene vista (prova con smartphone) e consente l’accesso ad Internet, quella su Viale Marconi, altezza Feltrinelli viene vista ma non consente accesso ad Internet.

3) Una terza considerazione investe la finalità di costituzione dei CCN e se vi ricordate la frase del Presidente Paris:

invogliando i clienti a scendere in strada, a fidarsi della qualità dei prodotti e del rapporto confidenziale con il commerciante”

ciò lascia intravedere un rapporto consumatore-negoziante basato sulla conoscenza, sulla quotidianeità, sulla stretta localizzazione.  Insomma un rapporto che è il contrario di quello che prevede – attraverso la costruzione dei parcheggi sotterranei – l’afflusso di consumatori da fuori.

“ (…) migliorare l’accoglienza ai consumatori e quindi invogliarli a venire a fare acquisti qui e non in altri centri commerciali tradizionali …  attraverso la realizzazione di parcheggi sotterranei (…)”

è quindi il motivo portante dell’interesse del Centro Arvalia Marconi nel sostenere e promuovere l’idea di parcheggi sotterranei come quello di via Enrico Fermi.

E poi chi lo dice che è questo il modo per attrarre tali consumatori?

Una zona commerciale come Viale Marconi potrebbe beneficiare ai massimi livelli di linee di trasporto rapide, efficaci, magari aiutate da corsie preferenziali o da bus navetta da e verso le stazioni metro o ferroviarie.

4) Una quarta considerazione da fare è che tutti i punti citati nel progetto CCN oggi rappresentano situazioni  – a due anni di distanza – che vedono un profondo disagio dei cittadini di Marconi. E’ ovvio che il disagio non è provocato dal CCN ma è talmente ovvio anche che quei punti progettuali (che costituivano l’asse portante della domanda di finanziamento) non hanno trovato una benché minima soluzione o progresso.

Ed anche qualora si volesse considerare positivamente la proposta dei parcheggi sotterranei come si configura a via Fermi (al momento comunque rinviata per l’opposizione dei cittadini della stessa via) verrebbe meno la finalità di agevolare la sosta residenziale a favore di una specie di migrazione del flusso dei consumatori.

Vieni, sosti, compri, te ne vai è il succo della proposta del CCN a proposito di parcheggi. Con tutto ciò che ne consegue a livello di congestionamento del traffico.

Ed allora sarebbe opportuno invece dar voce e gambe a quelle proposte che ad esempio molti cittadini avanzano: prolungamento tram 8, corsie preferenziali, metro, regime della sosta controllato e sanzionato.

Sono proposte messe nero su bianco. Per esempio il PD Marconi in un suo ordine del giorno sulla mobilità o la mozione presentata da PD e Lista civica in municipio XV dove si chiedeva un impegno:

  1. per ripristinare il finanziamento di opere essenziali come il prolungamento della linea 8 (sfioccamento) verso Marconi e la realizzazione della Metro D e la relativa fermata a Marconi;
  2. per studiare ed istituire strumenti ed  incentivi finalizzati al recupero di spazi per la sosta  utilizzando locali (anche condominiali) originariamente destinati a parcheggio e di fatto utilizzati a scopo commerciale;
  3. per istituire la corsia preferenziale su Viale Marconi in direzione Eur

In fondo alla fine sono questi gli strumenti utili  per ridare dignità ad un quartiere dove congestione del traffico ed inquinamento sono al livello di guardia.

Se poi dovessimo sintetizzare per punti molto sintetici le relazioni CCN-Istituzioni-CAM verrebbe fuori un quadro che non è il massimo della chiarezza e che impone una ultima domanda finale:

  • un soggetto privato (CCN) ottiene – rispondendo ad un bando di gara –  soldi pubblici per la valorizzazione ed il potenziamento di centri commerciali naturali (in poche parole promuovere la crescita dei propri affari)
  • tale crescita di affari potrebbe essere agevolata dalla costruzione di parcheggi sotterranei, come dichiara il CCN mettendolo al primo posto degli elementi qualificanti della propria domanda di finanziamento
  • le Istituzioni promuovono e CCN appoggia la costruzione di tali parcheggi privati affidati ad un altro soggetto privato (potrebbe essere qualsiasi soggetto privato, qui è la CAM)

La domanda d’obbligo è allora: quale è e dove è l’interesse collettivo?

(nota informativa e fonti)
Tutte le informazioni sul CCN sono tratte dal sito http://www.fallosapere.it/?s=arvalia
Le informazioni relative al PD sono tratte dai siti ufficiali del PD Marconi (http://pdmarconi.wordpress.com https://sites.google.com/site/pdmarconi )
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Dettagli sull'autore

epas

Enrico Pasini ideatore ed animatore di MarconiVideoDem, ama fotografare, viaggiare e curiosare.