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ott 24 2012

Come vorremmo Piazza della Radio

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Si è di nuovo acceso l’interesse su Piazza della Radio e sulla sua sistemazione. Interesse che cittadini, associazioni, partiti ed istituzioni dovrebbero utilizzare per trasformare un possibile circuito virtuoso in una formidabile leva di partecipazione e di pressione. Senza bisogno di inventarsi nulla di nuovo, ma utilizzando ciò che già esiste.

Allora proviamo a mettere in file alcuni dati di fatto e considerazioni inerenti, non prima di avervi segnalato due spunti per la discussione:

il comunicato del Coordinamento NO PUP di Roma ed

il comunicato del circolo PD Marconi

 

Al netto di alcune accentuazioni mi sembra che puntino sulle effettive e concrete modalità di coinvolgimento (metodo) e sulla necessità o meno – e sui modi soprattutto – di riqualificare la piazza (sostanza)

Ragioniamo ora insieme su questo decalogo, spogliandoci da pregiudizi e falsi miti. In Italia si vota (ed un bene che si voti!) ogni due/tre anni (la norma sarebbe 5 anni, ma noi non siamo un paese NORMALE) , tra elezioni politiche, amministrative, primarie sparse. Quindi il rischio concreto è che ad ogni azione politica, sociale, discorso, annuncio, lotta, conquista e regresso è che si possa eccepire (magari perché scottati in passato): “Ehhh, ma se ne parla solo sotto elezioni?”.

Ma io questo rischio lo vorrei fugare. Come? Abbiamo imparato tutti in questi anni che il voto rimane solo una delega se non viene accompagnato da un costante esercizio civico della attività di controllo ed esercizio che ognuno di noi può esercitare.

 

Ed allora:

(1) Piazza della Radio oggi è uno Stato nello Stato, con abdicazione dello nostro Stato Italiano e con una decisa insicurezza della zona: ci siete mai passati, e l’ebrezza della sera l’avete provata? avete visto questo  → servizio e video?

(2) oggi Piazza della Radio NON è un giardino pubblico, purtroppo (vedi punto precedente). La soluzione per renderlo tale potrebbe non essere “asfaltarla” – la piazza – ma intervenire su punti specifici, nell’immediato

(3) come già segnalato da me al Coordinamento Comitati NO PUP, sia a voce – in una assemblea estiva – sia per iscritto, il progetto di Piazza della Radio fu effettivamente presentato in pubblico. Purtroppo la partecipazione non fu molto numerosa, forse anche perchè riservata agli addetti ai lavori. Ed è vero che un conto è presentare ed un altro conto è coinvolgere. Conosco bene la differenza.Così come conosco i salti mortali che fanno i circoli territoriali per informare sul loro operato. Qui un → esempio

(4) E’ vero che ad oggi NON esiste quindi un coinvolgimento / consultazione pubblica tra i cittadini come già segnalava, insieme a cittadini e comitati, il circolo PD Marconi → nel giugno 2011

(…) a tutela partecipazione democratica il Comune di Roma si è dotato nel 2006 di un Regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana che contempla diverse forme di partecipazione e che queste non sono state messe in essere nel caso del PUP Fermi e dei PUP previsti in questa zona (…)

(5) pubblicamente ho già espresso a titolo personale (e forse non solo a titolo personale) una possibile destinazione della piazza a parcheggio di scambio che possa essere di ausilio e servizio al potenziamento del servizio pubblico. Dove possa trovare spazio sicuramente il verde pubblico ed un parcheggio di scambio che spinga i cittadini ad utilizzare – con una semplice → corsia preferenziale da realizzare – il mezzo pubblico su Viale Marconi

(6) purtroppo tutte le volte che si parla di parcheggi si dimentica il fine per il quale nacquero allora (appunto di scambio, e non privati)

(7) da questo discende che qualcuno nel tempo e con il tempo ha “sdirazzato”

(8) se mettiamo in piedi un circuito virtuoso in cui tutti gli attori cittadini, movimenti, partiti, istituzioni si muovono insieme e collaborano – (non mi dite che spesso è l’istituzione a non collaborare, lo so), ecco, se questo avviene riusciamo a fare il bene del quartiere.

(9) per chi mi conosce sa che il mio pensiero personale è terreno di confronto ed elaborazione anche all’interno del circolo di zona (pd marconi)

(10) quindi, se vogliamo elaborare insieme delle proposte io ci sto. E non sarebbe male, anzi sarebbe ora, che gli attori interessati si parlino non solo a livello singolo (tizio parla con caio che parla con sempronio che parla con tizio) ma soprattutto a livello collettivo. Ferme restando le reciproche autonomie.

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Dettagli sull'autore

epas

Enrico Pasini ideatore ed animatore di MarconiVideoDem, ama fotografare, viaggiare e curiosare.