«

»

feb 12 2014

Ti ha mosso la forza dei sogni

FacebookTwitterGoogle+Printcondividi

Ti ha mosso la forza dei sogni.

Sembra un non sense, parlare di Alessandro Casadei, della sua condizione di questi ultimi anni in termini di movimento, del suo essere assente ma sempre presente (le volte che su qualche post scriveva “ci sarò” era a rafforzare la sua idea di militante, di sognatore, di uomo libero da preconcetti).

Alessandro era un uomo in movimento, bloccato fisicamente, ma con le idee sempre in movimento.

Quando una bella persona ci lascia sembra quasi che si faccia a gara per diventare più buoni, tiriamo fuori i migliori ricordi. Sarà così anche ora. Ma sarebbe ipocrita tacere sulla durissima condizione in cui Alessandro versava in questi anni.

Una durissima condizione che solo l’amore per (e della) la sua compagna di sempre, Pina, l’amore per le arti (musicali, pittoriche, fotografiche) e per Mozart (il gatto, o il compositore?) riuscivano ad alleviare.

Certo piacerebbe ad ognuno di noi poter dire, “ma anche il nostro affetto!”.

Si, probabilmente vero, ma limitativo. Tutti noi siamo stati meteore nella vita di Alessandro e quando gli siamo passati vicini abbiamo cercato di coglierne qualcosa. Ma si, provando anche da dare parte di noi.

Ma il fulcro è in quel trittico di cui vi ho parlato prima (Pina, le arti, Mozart)

Me lo ricordo i tempi in cui ancora ogni sabato mattina passava al circolo (ma che circolo e circolo, in sezione!) e parlavamo di tutto. Io per prenderlo in giro gli dicevo: “Alessà … sei un ipertesto, salti da una parte all’altra”. Aveva allora quasi 80 anni, era il più giovane. Come spirito e curiosità. Le lunghe chiacchierate su  quello che per per anni sarebbe stato la sua finestra sul mondo (voleva sapere tutto di Facebook). Il suo essere comunista, fiero. Democratico.

Essere sempre alla ricerca di quello che univa e non quello che divideva.

i casi della vita poi hanno per me costituito un affetto in più. Nelle lunghe chiacchierate al circolo scoprii, poco dopo la morte di mio padre, un elemento comune, la vicinanza con mio zio Franco. Il loro lavoro insieme all’ISTAT.

Qui su marconivideodem ho parlato altre volte di Alessandro, delle sue denuncie e dei suoi sogni (uno, ancora maledettamente incompiuto e che ricordava tutte le volte affacciandosi alla finestra: il parco Papareschi). Ho parlato del suo modo di vedere la realtà fotografandola e reinterpretandolo con i colori. Una di queste foto è ancora utilizzata come copertina di Marconivideodem su facebook.

Se ognuno di noi volesse raccoglierne la staffetta (Carla me ne ha parlato così) dovrebbe provare a far camminare ancora quelle idee, quei sogni. Ma farlo in modo diverso ed originale.

Cercateli – quei sogni –  nelle sue foto (e nei titoli che le accompagnano), nella saggezza, negli scatti dì ira quando l’indignazione saliva.

A Pina, combattiva donna, ai familiari incontrati oggi credo rimarrà la consapevolezza che oggi chi ne parla è perchè – anche grazie a loro – Alessandro ha saputo lasciare una traccia.

Ora non seguitene soltanto quel percorso ma elaboratene uno vostro.

A Pina e Alessandro questa foto (scattata durante la visita di Bersani a Marconi) piacque. Ma ce ne è una, quella di loro due in piedi, lui in giacca e cravatta, lei con una ampia gonna. Una foto in bianco e nero del loro amore, che mi è rimasta dentro. Chi la scattò, allora, oggi mi restituisce – nell’ultimo saluto a Alessandro – una grande serenità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ads by epas4.net: Vola air berlin

Dettagli sull'autore

epas

Enrico Pasini ideatore ed animatore di MarconiVideoDem, ama fotografare, viaggiare e curiosare.