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set 24 2014

Si può fare. Il controllo del territorio funziona.

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La morale di questo pezzo che Antonello Anappo (quello di Arvalia News come ama definirsi) ha mirabiilmente descritto su facebook questa sera,  facendoci immaginare timori e palpitazioni, ci restituisce l’idea che si, si può fare.

Il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine – con una presenza discreta e efficace – può ridare sicurezza e fiducia in una popolazione che oscilla tra esasperazione e voglia di riflessivo approfondimento. Ma soprattutto voglia di poter condurre una vita dove decoro, impegno civico e sicurezza diventano un trittico indissolubile

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Involontario protagonista di un inseguimento guardia e ladri, come in un film.
Stavo facendo la consueta ricognizione del mercoledì, da solo in incognito tra i beni culturali di Arvalia, per vedere se si conservano in salute, e oggi era il turno della Mira Lanza che come sapete non sta affatto bene. Piove e fa quasi buio. Stavo all’altezza di via Tirone, su un passaggio cieco, quando mi vedo sbucare un energumeno in corsa come un treno, inseguito a distanza di 20 metri da 4 agenti in borghese in corsa pure loro. Mi fanno “FERMALOOO”. Sapevo di potercela fare, perché dovevo riuscire a sbarrargli il passo solo per una decina di secondi su un tratto largo non più di due metri, anche se in vita mia non ho mai fatto seriamente a botte con nessuno e non so nemmeno bene come si fa. Altrimenti si sarebbe buttato per fratte e le Forze dell’ordine lo avrebbero definitivamente perso. Io mi piazzo davanti sul passaggio come un portiere di calcio, sicuro che nel contatto avrebbe vinto lui (l’energumeno), che magari mi sarei beccato pure una coltellata, però mi son detto: “proviamoci”. In quel momento non hai paura, non perché sei coraggioso, ma perché sono attimi e non fai in tempo a realizzare (la paura arriva dopo, quando realizzi). Fatto sta che l’energumeno mi si avvicina correndo senza rallentare, anzi accelera per buttarmi giù con più forza. Ammetto con vergogna di non essere riuscito a fermarlo. Anzi, in frazioni di attimi l’energumeno mi si avvicina correndo fino a sfiorare il contatto. Io sono pronto e rimango fermo lì a aspettare la botta, e invece fa uno scatto, mi dribla e mi scavalca come un birillo. E non riesco nemmeno a rallentarlo se non di una frazione di tempo insignificante. Non ce l’ho fatta, insomma. Che idiota che sono! E si butta per fratte.
Gli agenti si buttano per fratte pure loro. Ci sono dieci minuti di casino, c’è probabilmente una colluttazione. Alla fine gli agenti escono dalle fratte che si è fatto buio, tutti malconci. In mezzo c’è l’energumento è in manette. Che dire… Grazie ragazzi (intendo i ragazzi delle Forze dell’ordine). Lo sappiamo tutti che a Marconi c’è una brutta aria in questo periodo, che stanno avvenendo scippi a rotta di collo. E sappiamo anche che state battendo a tappeto un quartiere di 28 mila abitanti da un bel po’ di giorni, vestiti come normali cittadini. Speriamo che col vostro lavoro di oggi sia scritta la parola FINE.

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