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giu 28 2017

Piazza del lavoro: che lavoro?

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Vi racconto un esempio di virtuoso da seguire, rendendo merito all’attuale amministrazione cinquestelle di Roma e che riguarda la pulizia di un tratto di strada adiacente Piazza del lavoro.

Tutto parte da un post che il consigliere Diaco ieri 27 giugno posta sul suo profilo facebook e nel quale, ovviamente, tagga anche la Sindaca Raggi.

facebook-diaco

Il post non lascia adito a dubbi. Piazza del Lavoro è stata espugnata, pardon, pulita. Il merito? Della nuova Giunta. La colpa? Come sempre di c’era prima. Questa in estrema sintesi.

Ma facciamo un piccolo passo indietro. E anche una breve premessa. Voi vi chiederete ma perché VIVAMARCONI tratta di argomenti che sono fuori zona?

La risposta è pronta. Guardare al proprio giardino e basta, quando quello del vicino è a 3 minuti di automobile è cosa ben miope. E poi … e poi. Sia mai che alcuni atteggiamenti propagandistici vengano esportati anche a Marconi? Sia mai?

Ora dovete sapere che, per varie vicende, mi capita di percorrere circa 2-3 volte a settimana il tratto di strada che porta da Via Cristoforo Colombo all’imbocco di Viale Marconi. Lo percorro quando, per giri vari, rientro a casa. Nel mio quartiere, Marconi appunto.

È così che il 23 giugno di ritorno dai miei giri, un po’ perché incolonnato in fila, un po’ perché stavolta si fa notare il livello di sporcizia, scatto queste foto e le posto sul mio profilo facebook.

facebook-enrico

Quando ho visto il post di Diaco non ho potuto far altro che essere contento. Beh, mi son detto, una positiva opera di pulizia straordinaria. Poi ho continuato a leggere: “(…) ha consentito il rinvenimento di cumuli di rifiuti abbandonati lì da diversi anni e mai oggetto di smaltimento da parte delle precedenti amministrazioni”.

Ora, chi sono io per poter smentire queste parole?  e non è mia intenzione farlo. Però, e c’è un però … queste roboanti parole cozzano contro quel percorrere 2-3volte a settimana quella strada. E a memoria mi sono detto che non ricordavo quella sporcizia, quella fiorente sporcizia.

Idea! Ma non è che se ripercorro la strada con Google maps le foto mi presentano una situazione più vicina a quella che ricordavo? E quindi piccola ricerca su Google Maps ed escono fuori sei foto (o meglio ne faccio io 6 virtualmente, ripercorrendo passo dopo passo quella strada) che risalgono tutte a luglio 2016. Capperi! Se tutta sta monnezza preesisteva già dai “tempidecheccheennina” dovrebbe risultare. C’è? Mah … che dirvi le foto sono a vostra disposizione.

E allora sorge un tarlo, che non è bene avere. Ma non è che a tutti i costi vogliono affiancare ad una opera meritoria una denigrazione di comodo? Salvifica, autoassolutoria?

Io non ho la verità, ho un tarlo.

E allora oggi spinto da sete di conoscere e verificare e documentare sono andato in loco. Urca, qui più che “pulizia” hanno usato il napalm. E’ una metafora ovviamente. Ma gli arbusti estirpati saranno ripiantumati? E le opere di pulizia prevedono una pulizia totale o solo la rimozione del grosso? E quanto tempo ci rivorrà a far si che il grosso si riformi? Insomma le foto scattate oggi, in zona, le vedete anche voi. E non ci sarà mai nessun DIago a inculcarvi che è tutta colpa di quelli di prima. O sì? Ma di quanto prima?

Perché dopo oggi, prima ci siete VOI.

 

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Dettagli sull'autore

epas

Enrico Pasini ideatore ed animatore di MarconiVideoDem, ama fotografare, viaggiare e curiosare.