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ott 31 2018

Tiberis: con i piedi a mollo?

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Aperta in tutta fretta ad agosto, un morso e via di fruizione (una quarantina di giorni di apertura), polemiche sul bagnasciuga, la spiaggia Tiberis, la spiaggia di Roma – come la decanta la giunta cinque stelle di Roma – si infila in un nuovo pasticcio e potremmo dire che oltre ai piedi a mollo forse c’è qualche altra cosa.

Tra accuse di danno erariale, come racconta il Corriere della Sera a proposito di una indagine della Corte dei Conti per capire  meno se ci si trovi di fronte ad un danno erariale per le casse comunali e accuse del MIBAC (queste ultime arrivate in questo fine ottobre) e relative alle mancate autorizzazioni da parte della Soprintendenza del Ministero dei Beni Culturali (vedi il Messaggero), la spiaggetta (per amore della verità la spiaggia di Roma è Ostia) oggi in riposo, rischia di essere sommersa dall’acqua alta di scandali, pressapochismo e

Erano state alcune associazioni, in particolare Amici del Tevere, a evidenziare come  il progetto sarebbe costato 240mila euro esclusi i costi interni all’amministrazione relativi ai compensi per dirigenti, impiegati e tecnici impegnati nella progettazione e gestione del lido tiberino.

Ma ora ci sarà qualche ombrellone che riparerà la giunta da questo altro “acquazzone”?

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E’ il Messaggero ad evidenziare come la spiaggia non sia è mai stata autorizzata dalla Soprintendenza del Ministero dei Beni Culturali. Stando ad alcuni documenti sembrerebbe che, viste le mancate autorizzazioni, il Comune debba procedere al “ripristino dello stato dei luoghi”.

Nella nota inviata al Comune si può leggere che “l’area in questione risulta di proprietà demaniale” e che i dintorni del fiume Tevere sono “sottoposti a un particolare regime di tutela paesaggistica”.

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Qualsiasi intervento, pertanto, andava fatto nell’ambito delle apposite autorizzazioni. Quella spiaggia, preannunciata in un dicembre del 2017, e poi lasciata un po’ nel cassetto, ha avuto una accelerazione nei mesi di giugno ma – a quanto riporta il Messaggero – le operazioni in loco hanno portato estirpare la vegetazione in maniera indiscriminata, “non distinguendo tra vegetazione infestante (estirpabile) e vegetazione tipica delle zone umide (tutelata)”, mentre la morfologia dei suoli è stata “alterata dai movimenti di terra” e “coperta indistintamente da una vasta distesa di ghiaia”, e gli argini novecenteschi sono danneggiati, rappresentando così un rischio e di vulnerabilità del paesaggio.

A noi, che teniamo a Marconi, come a Roma, dispiace che oltre all’onestà (indispensabile per carità!) non ci sia anche una buona dose di sapienza amministrativa. E per VivaMarconi si è onesti sino a prova contraria, ma l’incapacità si può, forse,valutare sin da subito.

Ad inizio ottobre la trasmissione del TG3 Buongiorno Regione ha parlato delle luci e ombre di questa spiaggia

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foto Enrico Pasini, 02/10/2018

 

 

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Dettagli sull'autore

epas

Enrico Pasini ideatore ed animatore di MarconiVideoDem, ama fotografare, viaggiare e curiosare.