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feb 04 2014

“Idee per lo sviluppo sostenibile”: una proposta italiana per la gestione dei rifiuti

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Progetto ENEA
“Idee per lo sviluppo sostenibile”

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile (ENEA) il 28 gennaio 2014 ha presentato alla stampa l’avvio del progetto Idee per lo sviluppo sostenibile per promuovere la raccolta, la diffusione e la discussione di idee e proposte utili al Paese in materia di “sviluppo sostenibile”.

Il progetto è aperto a proposte di enti, società, associazioni di imprese o di consumatori, studiosi, professionisti o semplici cittadini, e devono riguardare i settori dell’energia, dell’ambiente e delle nuove tecnologie.

Tra le prime proposte formulate e valutate da ENEA attraverso un gruppo di esperti, c’è una “mini-riforma” nella gestione dei rifiuti urbani, che prevede l’introduzione di un “contributo ambientale” sui beni che generano molti rifiuti.

E’ ormai noto come l’attuale sistema di gestione dei rifiuti presenti numerose criticità connesse all’elevata quota di smaltimento in discarica, alla modesta percentuale di riciclaggio, alla criminalità e al crescente livello di morosità. Il principale problema del sistema attuale è l’assenza di una relazione economica tra i costi e il corretto comportamento dei cittadini e degli operatori economici. Gli operatori non hanno una motivazione economica per ridurre le componenti potenzialmente generatrici di rifiuti, né per favorire il riciclo o il riutilizzo.

La riforma dovrebbe basarsi su tre principi:

  • il primo si basa sull’attribuzione dei costi di gestione dei rifiuti ai soggetti che immettono sul mercato prodotti potenzialmente generatori di rifiuti;
  • il secondo principio, sul contributo ambientale da caricare sul prezzo dei prodotti immessi al consumo, tale da coprire i costi per il recupero dei suddetti prodotti a fine vita (i rifiuti) per consentirne il riuso, il riciclo o lo smaltimento;
  • il terzo principio, infine, prevede l’introduzione di meccanismi economici che incentivino la partecipazione attiva dei cittadini e delle comunità locali alla riduzione della produzione dei rifiuti da inviare in discarica o verso termovalorizzatori, massimizzando la raccolta differenziata.

L’applicazione di questi nuovi principi alla gestione dei rifiuti urbani potrebbe infine essere estesa gradualmente anche ai rifiuti speciali che, avendo origine da settori produttivi diversi (industria, servizi, agricoltura ecc.), presentano in molti casi specifiche esigenze gestionali.

La proposta, nei suoi dettagli tecnico-economici, viene illustrata in un documento scaricabile qui. Si tratterebbe di una iniziativa che potrebbe essere completata, da un punto di vista normativo ed attuativo, in un tempo inferiore ai 24 mesi.

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ADAL

Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere (Mahatma Gandhi)